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Curiosità e aneddoti sui prodotti tipici tradizionali della Valdichiana Senese

Viaggi, scoperte e incredibili recuperi di prodotti tipici di una volta che raccontano il territorio

Esistono dei prodotti tipici di una volta che raccontano il territorio a colpo d’occhio. Se diciamo ricette tipiche della tradizione culinaria italiana pensiamo immediatamente alla pasta e alla pizza, magari condite con pomodoro e basilico. Il pomodoro è la base di molte ricette tradizionali anche in Valdichiana: la panzanella e la bruschetta in estate, le salse e i ragù nei periodi autunnali, come il sugo all’aglione, il ragù di nana e il ragù di chianina. Insomma senza pomodoro la cucina locale non sarebbe la stessa.

E pensare che i pomodori sono stati importati in Europa dal Sud America “solo” 500 anni fa. Prima di allora il pomodoro non esisteva in zona. Non solo, inizialmente il pomodoro era considerata solo una pianta ornamentale, non commestibile e principalmente diffusa nella sua versione dal frutto giallo. Il nome deriva letteralmente da “pomo d’oro” ed è attribuito proprio ad un senese. Pietro Andrea Mattioli, considerato uno dei più importanti botanici italiani, scrisse del pomodoro nel 1544 nel suo libro più celebre dal titolo lunghissimo e conosciuto come “Dioscoride”. Allora il pomodoro era considerata una pianta velenosa e ci vollero ancora diversi decenni prima della sua introduzione in cucina!

Da quel momento in poi il pomodoro è diventato un vero sovrano sulle tavole in Valdichiana, il tipico prodotto di una volta che racconta il territorio.

Ma il caso del pomodoro non è isolato, la storia dei prodotti agroalimentari è fatta di esportazioni, ricerche, selezioni e anche incredibili recuperi.

Ci sono per esempio anche dei prodotti tradizionali coltivati o realizzati per secoli in Valdichiana Senese ma che hanno rischiato di essere persi per sempre. È il caso della cinta senese, il suino nero dalla tipica fascia bianca sulla pancia, che ha rischiato l’estinzione nella metà del secolo scorso. Dalle origini antiche, la cinta senese è perfino dipinta nel celebre affresco del Buon Governo dipinta nel 1300 da Lorenzetti all’interno del Palazzo Pubblico di Siena. Nonostante ciò a partire dal 1950 gli allevamenti di cinta sono stati progressivamente sostituiti da quelli di razze inglesi e danesi, più produttive.

La cinta senese è stata una delle poche tra le razze autoctone italiane, oltre 20, delle quali è stato possibile recuperare la produzione. Fino ad arrivare al 2012 quando è arrivato il riconoscimento di cinta senese DOP.

Se vuoi sapere come è la denominazione DOP dai un’occhiata alla nostra pagina dedicata alle certificazioni.

È certo che il prodotto tipico plasma il territorio e viceversa e ne determina le sorti. Un altro esempio è un altro sapore di una volta per eccellenza, il Pecorino di Pienza, un ottimo formaggio presente sulle tavole dei chianini da sempre ma che in tempi recenti deve molto alla Sardegna. Perché la produzione di Pecorino di Pienza ha ricevuto rinnovato vigore a partire dagli anni ’50, quando intere famiglie si sono trasferite dalla Sardegna, portando con sé anche le pecore sarde, particolarmente produttive. A raccontarcelo è stata Silvana Cugusi, protagonista con la sua famiglia di questa storia.

Da allora il Pecorino di Pienza si è fatto conoscere, non solo in Valdichiana, per qualità e sapore e sono fioriti caseifici in tutto il territorio. I bianchi greggi di pecore a brucare l’erba ne sono il simbolo.


Con la Box Il Pranzo di una volta porti a casa tua i sapori tradizionali della Valdichiana Senese. Scopri con noi le storie dei produttori che coltivano e realizzano prodotti della tradizione con un occhio al futuro.

Maria

Maria

Nata a Caserta e cresciuta in Umbria, ha studiato a Siena, Leeds e Dublino per laurearsi in Comunicazione. Vive a Montepulciano per scelta e per amore... del buon vivere, dell'Italia e della Valdichiana Senese. Cura i rapporti con i produttori di Valdichiana Eating e racconta i loro aneddoti nell'Almanacco.